Premessa e motivazione al progetto
La scienza ha introdotto l’uomo in una nuova era della civiltà, libera da tabù e pregiudizi e da condizionamenti ideologico-sociali, fondata sulla ragione e sull’uso democratico che di essa si può e si deve fare, ed è questo nuovo approccio allo scibile, laico appunto, razionale e rigoroso che deve essere l’oggetto della trasmissione del sapere nella scuola. Il valore formativo della scienza si fa sempre più trasversale, l'educazione, per sua natura, infatti, non può che essere globale deve avere come costante punto di riferimento la persona che sta crescendo e che cresce sviluppando armonicamente tutte le sue dimensioni. Punto di forza dell’approccio scientifico è la sua capacità di formare lo spirito critico, antidoto contro ogni forma di fanatismo e di dogmatismo Purtroppo le ricerche degli ultimi 30 anni evidenziano una situazione drammatica, sia dal punto di vista dei risultati raggiunti in termini di competenze scientifiche, sia dal punto di vista motivazionale.
Comprendere la centralità, nello sviluppo della scienza, della problematicità intrinseca al processo di costruzione della conoscenza scientifica significa prendere consapevolezza della discontinuità e delle relative implicazioni pedagogiche- didattiche: basti pensare a quale riorientamento gestaltico abbiano dato origine le teorie di Galileo, Newton, Lavoiser e Darwin, per rendersi conto di come i concetti elementari dell’organizzazione specialistica delle discipline scientifiche sono tutt’altro che elementari sul piano epistemologico e psicologico.
L’educazione scientifica deve essere un processo di costruzione di conoscenze che, partendo da modi di guardare ai fenomeni naturali caratteristici della conoscenza comune, porti gradualmente e sempre più consapevolmente gli allievi ad appropriarsi di nuovi modi di guardare il mondo, caratteristici della conoscenza scientifica.
Tale costruzione deve avere un valore, una valenza culturale, deve cioè consentire il raggiungimento esplicito della visione della Scienza come una delle tante forme di conoscenza elaborate dalla specie umana nel corso della sua storia.
Appare evidente come tale visione possa essere pienamente e consapevolmente costruita solo in tempi lunghi, attraverso una formazione scientifica che parta dalla scuola dell’infanzia e prosegua fino alla secondaria superiore, attraverso un processo coerente e progressivo, caratterizzato da livelli crescenti di consapevolezza. Questo progetto nasce dall’esigenza di avvicinare i ragazzi al mondo delle scienze in un modo attivo ,partecipativo e non libresco e sterile che darebbe una visione distorta di quella che è l’effettiva valenza e trasversalità della disciplina.
Molte volte, nascondendosi dietro l’alibi della mancanza di materiali , di strutture, di laboratori si elaborano dei percorsi formativi di scienze utilizzando come unico strumento il libro, dimenticando che il processo di avvicinamento degli alunni al mondo della scienza può muoversi solo da ciò che può stimolare la loro curiosità e la loro intuizione,da esperienze facilmente comprensibili , dalla operatività. Si può fare e si deve fare scienza, nel rispetto delle esigenze formative dei ragazzi, con semplicità ,usando cioè materiali semplici e di facile reperibilità. Ingrediente fondamentale del fare scienza è l’idea di un laboratorio, non come luogo fisico, ma come atteggiamento mentale che guida la pratica educativa pensata come fatto dinamico e partecipato, non più come evento strumentale ed esecutivo secondo un’impostazione del laboratorio di scienze centrato sul metodo che non necessariamente richiede laboratori megagalattici ( se ci sono buon per chi li ha ! ! ) Premesso questo la fase conclusiva del progetto consisterà nell’ allestimento di una mostra di tutti gli esperimenti alla quale sarà invitata tutta la cittadinanza interessata oltre alle scuole della città .
Nell’organizzazione di questa mostra ci sarà una suddivisione di compiti: ragazzi faranno da tutor e accoglieranno all’ingresso le classi ,altri esporranno il progetto e proietteranno i lavori multimediali , altri ancora spiegheranno i percorsi sperimentali realizzati nelle loro classi diventando quindi parte fodante della comunicazione della scienza . Attività laboratoriale Il laboratorio, come ormai affermano numerose scuole di pensiero, non è un luogo fisico, ma un atteggiamento mentale che guida la pratica educativa pensata come fatto dinamico e partecipato,e non come evento esclusivamente strumentale ed esecutivo. Il laboratorio è la grande scommessa di una scuola che cambia nella direzione del miglioramento qualitativo. E’ garanzia della qualità degli apprendimenti, della facilitazione delle relazioni positive, dello sviluppo di tutti i linguaggi della nostra cultura. Il laboratorio è il luogo dove si incontrano le idee degli alunni, dove si sperimentano e si promuovono processi di apprendimento circolari, dove si sollecita la cooperazione all’interno del gruppo attraverso il fare e il riflettere sul fare, dove gli alunni imparano a mettere in rete i propri pensieri, le proprie immagini e le proprie emozioni, dove si fa quindi anche metacognizione. E’ il luogo in cui l’adulto insegnante misura i propri interventi e le proprie proposte sulle domande e sulle risposte degli alunni. E’ il luogo in cui l’adulto insegnante riflette sulle proprie modalità di progettazione e di azione, su quali fatti interessano realmente gli alunni, su quali strategie di insegnamento-apprendimento attuare per dar voce ad ognuno di loro, come e cosa osservare per entrare nei loro processi di pensiero, come aiutarli a costruire analogie sui fatti e sulle cose. L’attivazione di un laboratorio innesca due processi contemporanei: quelli dell’apprendimento e quello del saper essere insieme agli altri, pertanto il ruolo dell’attivatore richiede una competenza notevole nella gestione della relazionalità e del controllo dei diversi momenti di apprendimento. Ad un insegnante attento alla comunicazione, il laboratorio offre delle opportunità immediate di lettura del comportamento globale di ciascuno perché il contesto creato è di alta esposizione. Il gruppo classe e il laboratorio scientifico Il laboratorio attiva il pensiero inteso in tutte le peculiarità umane; attenzione a ciò che è fuori del sé (attenzione immediata e duratura) – osservazione intesa come atteggiamento della mente che non si accontenta della visione globale nella fase della registrazione, né della superficialità, ma va dentro le cose , ne scopre gli angoli più nascosti (ciò che appare, cioè la realtà fenomenica) e ne indovina la vita segreta.
La maggior parte delle lezioni sperimentali di scienze sono basate sui contenuti che molto spesso prevalgono sul processo di investigazione, impedendo così agli studenti di estrapolare principi generali - relativi al metodo scientifico - da ciò che stanno facendo. Per sviluppare modalità di pensiero scientifico, gli studenti necessitano di “opportunità ripetute di lavorare impiegando tali abilità in contesti diversi e su contenuti diversificati”. Per questo il nostro approccio vuole poter dare la giusta attenzione al processo.
Le abilità di processo, una volta conquistate ed interiorizzate diventano patrimonio dell’alunno-persona e le attività investigative manipolative , centrate sul metodo, diventano una componente rilevante dell’insegnamento delle scienze, allo stesso livello delle attività concrete basate sul contenuto. L’indagine scientifica, nella sua accezione fenomenologico operativa, potrebbe costituire la parte più attraente della scienza, per gli studenti di ogni età, e l’immaginazione permettere di compiere comunque processi astrattivi. La comunicazione pubblica della scienza L’obiettivo che la scuola deve perseguire per costruire una società della conoscenza efficace laica e democratica è quello di avvicinare i ragazzi alla scienza promuovendo la “partecipazione” alla conoscenza scientifica. Riteniamo infatti che l'educazione scientifica e la scienza ,quale espressione di un sapere in continuo divenire,luogo delle idee e del loro superamento dove la certezza delle verità immutabili non trova spazio, possano e debbano contribuire allo sviluppo della formazione di una coscienza critica . Dal momento che intendiamo per “fare scienza in maniera scientifica”, privilegiare la concettualizzazione all’enciclopedia dei contenuti, ci sembra calzante e quasi doveroso portare la scienza degli scienziati tra i banchi di scuola L’educazione scientifica, essendo uno dei modi con cui la scienza viene trasmessa ai giovani, fa parte del grande capitolo della comunicazione pubblica della scienza ed il termine pubblica intende marcare la rilevanza del rapporto tra scienza e società. La comunicazione pubblica della scienza, da parte degli studenti, potenzia l’apprendimento in modo esponenziale. Su questa ipotesi nel 1997 nasce a Milano Scienza under 18 (Su18) e su queste basi progettuali è possibile costruire un progetto che ha rilevanti ricadute didattiche. L’esperimento in pubblico, il simposio, la comunicazione multimediale, il teatro, il cinema e il giornalismo scientifico, le sfide alla scienza, la documentazione grafica e fotografica di un evento scientifico presentati dagli studenti ad altri studenti diventano così dispositivi didattici in grado di fondare e restituire, in modo creativo, concetti e procedure della scienza, attraverso un circolo virtuoso che parte dall’aula, comunica processi e prodotti all’esterno e ritorna nell’aula dove processi e prodotti vengono ridiscussi e rivisti.
Descrizione dell’intervento
Il progetto, è suddiviso in sei fasi: (una scansione temporale di massima)
FASE 1
(23 novembre 09):
Presentazione della seconda edizione del progetto che si svolgerà con l’intervento del Professor Pietro Danise, ideatore di Su18 (1997), enti e istituzione che renderanno possibile la realizzazione del progetto.
FASE 2 (da Novembre 2009 a maggio 2010):
Formazione, nelle varie scuole partecipanti al progetto, Seminari, Formazione in aula. Verranno utilizzati metodi di didattica attiva che favoriscono l’apprendimento e la partecipazione dei discenti. Verrà mantenuto un giusto equilibrio tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, dato che anche nelle prime si farà sempre ricorso alla realtà operativa. I concetti esposti saranno illustrati facendo riferimento costante a quello che sarà l’ambito di lavoro dei partecipanti.
FASE 3 (da Novembre 2009 a maggio 2010):
Attività nelle singole classi, essa prevede un intervento diretto dei docenti presso le scuole di appartenenza dove metteranno in pratica quanto appreso durante la formazione d’aula al fine di realizzare un vero e proprio addestramento pratico, in questa fase i docenti/utenti saranno assistiti dai coordinatori attraverso la predisposizione di uno sportello informativo, presso la Scuola Capofila, aperto in orari prestabiliti.
FASE 4 (Dicembre 2009/ gennaio 2010):
Manifestazione di su18 presso il reparto di Chirurgia Pediatrica (in collaborazione con il Primario Professor P.Luigi Lelli Chiesa ) e formazione dei docenti della Scuola in ospedale per la manifestazione di maggio.
FASE 5 (maggio 2010):
Gli alunni espongono il loro lavoro diventando protagonisti della comunicazione della scienza.
FASE 6 (giugno-luglio 2010):
Riflessione finale e diffusione dei risultati, sarà realizzata in forma assembleare e vedrà impegnate le figure più significative che hanno consentito la realizzazione del progetto, oltre ad altre figure esterne con le quali si aprirà un confronto permanente su quanto realizzato.
Il Progetto
Che cos’è Su18
Scienza under 18 (Su18), nata nell’anno scolastico 1997-1998, è un Progetto sull’educazione scientifica che utilizza la comunicazione pubblica della scienza prodotta a scuola come contesto di apprendimento per gli studenti e di ricerca e formazione per i docenti.
Finalità:
Favorire l’apprendimento del sapere scientifico attraverso il coinvolgimento cognitivo, esperenziale ed emotivo degli studenti. Orientare i giovani verso le lauree e le professioni scientifiche. Combattere la dispersione scolastica degli studenti.
Destinatari principali:
Studenti di ogni ordine e grado, dalle materne alle scuole secondarie di secondo grado.
Destinatari secondari:
Docenti, famiglie, ricercatori in ambito scientifico, giornalisti scientifici, scienziati, operatori vari che lavorano in ambito scientifico.
Luogo:
Pescara Regione Abruzzo
Dimensione temporale:
Secondo anno
Obiettivi specifici del Progetto Su18:
Partendo dalla scuola capofila, scuola secondaria di I Grado “Rossetti-Mazzini” Pescara coivolgere scuole del territorio abruzzese, riguardo l’educazione e la comunicazione scientifica, ma anche in attività di formazione, ricerca, scambi con altri Enti e scambi con il territorio sulle tematiche scientifiche. Sensibilizzare altre città della regione ad aprire nuove sedi su18 (Quest’anno aprirà Penne)
Gli obiettivi di Su18 sono:
- Favorire la diffusione di nuove metodologie di apprendimento e di insegnamento che puntano sulle capacità dinamiche degli studenti.
- Sviluppare e gestire iniziative per comunicare all’esterno la scienza prodotta all’interno delle scuole dagli studenti di ogni ordine e grado. Particolare attenzione è rivolta agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori i cui progetti confluiscono in una sezione appositamente predisposta per loro, denominata Scienza near 18.
- Promuovere e realizzare progetti di ricerca e percorsi di formazione sul rapporto tra insegnamento, apprendimento e comunicazione della scienza.
- Stimolare il dialogo e l’interazione tra il sapere scientifico della scuola e quello delle istituzioni (università, industria, enti di ricerca, fondazioni, associazioni) con l’obiettivo estendere il progetto a tutti i livelli territoriali (regionale, nazionale, europeo).
Cosa offre Su18
- Ai ragazzi Su18 offre la possibilità di costruire percorsi scientifici sperimentali e la possibilità di comunicarli in pubblico. Ven¬gono valorizzate le loro capacità relazio¬nali e le competenze dinamiche (spirito d’iniziativa, problem solving, capacità di organizzazione, pensiero autonomo).
- Ai docenti Su18 offre aggiornamento, scambi alla pari e l’ingresso in un circuito come formatori, ricercatori o utenti. É un’opportunità per acquisire stimoli e nuove idee, rinnovare la didattica e realizzare curricoli più efficaci e motivanti.
Tipologie del Progetto Su18:
Come primo anno di attività ci si propone di lavorare sulle seguenti categorie:
- Exhibit
- Prodotti multimediali
- Giornalismo scientifico
- Documentari Scientifico
- Scatti di scienza
Organizzazione di Su18:
Comitato Scientifico di Su18 Milano
(da ridefinire a partire dall’a.s. 2008-2009).
- Laura Formenti, psicopedagogia, Università Milano-Bicocca
- Enrica Giordano, didattica della scienza, Università Milano-Bicocca
- Cristina D’Addato, ricercatrice, IULM Milano
- Margherita Fronte, giornalista scientifico, Focus, Milano
- Enrico Miotto, coordinatore laboratori MNST
- Daniele Gouthier, coordinatore osservatorio Bambini e Scienza,
- SISSA
Lucio Pinto, direttore Ricerca e Sviluppo Fondazione Tronchetti Provera
- Pietro Danise, coordinatore scientifico Su18.
La rete delle scuole polo:
Il progetto è gestito direttamente da 9 scuole, denominate scuole polo che formano la Rete delle scuole polo Su18.
Le scuole polo:
- ITIS G. Cardano, Pavia;
- IIS Italo Calvino, Rozzano Mi;
- IIS A. Cesaris, Casalpusterlengo, Lo;
- IIS G. Per lasca, Idro, Bs;
- SMS B. Croce, Gonzaga Mn;
- Istituto sperimentale Rinascita - A. Livi, Milano;
- I.C. G.Paccini, Sovico, Mi;
- IIS De Ambrosis-Natta, Sestri Levante, Ge.
- Scuola secondaria di I Grado “Rossetti-Mazzini”Pescara
- Siena
- Penne (Pescara )
La rete locale:
Ciascuna scuola polo associa una rete locale per gestire ogni singola manifestazione. La gestione prevede la comunicazione della manifestazione (volantini, manifesti, ecc.); la documentazione fotografica e video; la gestione del sito internet; la documentazione iconografica (foto, video…); l’assistenza multimediale; l’assistenza alla manifestazione (guide).
Il Comitato Scientifico di Su18 a Pescara:
- Carla Antonioli , coordinatrice scientifica SU 18 Pescara
- Elena Del Grosso, genetista Università degli Studi di Bologna
- Pietro Danise ideatore e coordinatore su18 Milano
- Adriana Valente , Comunicazione della scienza e di educazione .Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali – Irpps CNR Roma
- Maria Francesca De Cecco, Presidente Comitato AIRC Abruzzo-Molise
- Raffaele Simoncini, ricercatore di pedagogia teorica, docente liceo classico di Pescara
I docenti della scuola che fanno parte del gruppo originario di su18 Rossetti-Mazzini Pescara:
- Carla Antonioli (scienze matematiche)
- Rita Aquino (scienze matematiche)
- Filomena Rapagna(scienze matematiche)
- Giuliana Pellerone(scienze matematiche)
- Ileana Ghitti(scienze matematiche)
- Luciana Diodati (tecnologia )
- Anna Rita Marino (lettere )
I nostri partners:
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Regione Abruzzo
sostenitrice dell'iniziativa |
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Pescara , 9 ottobre 2009
La referente - Carla Antonioli - carlaantonioli@virgilio.it -
338.7056242
ll Dirigente Scolastico: Giovanni Latorraca |
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